Quest’affermazione di Alma Wittlin [2]può essere estesa ai beni culturali in senso lato, fonte di pensiero, esperienza, sensazioni – in una parola di conoscenza – e portatori di valori non solo culturali ma sociali, in quanto produttori/generatori di senso.
La cultura è parte integrante del passato e della memoria di un territorio, è strumento di creazione di identità e di crescita personale, motore di creatività e innovazione, ed è anche stata indicata in anni recenti come mezzo per la creazione di società più coese, per favorire processi di integrazione sociale[3], e per il rafforzamento dei processi di apprendimento permanente in contesti non formali[4].
Il radicamento nel territorio è peraltro uno dei fattori centrali nelle relazioni fra economia e cultura[5].
Il processo di produzione culturale è, infatti, per sua natura, espressione di una comunità o dell’incontro fra diverse culture in un determinato contesto storico e geografico specifico, ed è spesso impossibile riprodurre in un altro luogo la combinazione di fattori che hanno reso possibile la realizzazione di quel particolare prodotto culturale.
Questo legame indissolubile tra i beni, il contesto in cui sono stati creati e in cui si trovano e le comunità di riferimento è particolarmente evidente in un Paese come l’Italia, caratterizzato da un patrimonio culturale non solo quantitativamente rilevante ma anche capillarmente diffuso in tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo del progetto è la valorizzazione della cultura e del benessere delle persone e allo sviluppo locale, supportando il rilancio del settore tramite il ripensamento dei modelli di domanda e offerta culturale.
Gli obiettivi specifici possono essere sintetizzati come segue:
– promuovere nuove forme di partecipazione alla vita culturale e di rigenerazione delle identità locali, con una particolare attenzione alle fasce di popolazione con minori opportunità;
– sostenere la capacità degli operatori culturali di innovare le proprie modalità di funzionamento e di organizzazione dell’offerta in un’ottica di sviluppo sostenibile dei territori e delle comunità.
Il palazzo iniziato nel 1697 per volere del conte Estore IV Martinengo Colleoni su progetto dell’architetto Alfonso Torreggiani è oggi sede di un ambizioso e lungimirante progetto che lo vede sede oggi di varie associazioni culturali, nel quale sono ubicate aree espositive, archivi ed atelier, nati dall’iniziativa di giovani imprese.
2020
Brescia Infrastrutture
Brescia
201.819,74 euro